30/07/2010“Costruiamo ponti e non mura. “
E’ la voce forte e attenta di Monsignor Bregantini a scandire queste parole di saggezza sulla piazza di Jelsi, fra tanti occhi attenti, davanti all’ulivo della pace dove gli indiani d’America e Tara Gandhi ci hanno già insegnato la vita.
Quest’anno tocca al Tibet, la terra ferita, la terra mistica, la terra del Dalai Lama, il grande maestro ritratto su una formella di ceramica assieme al campanello rituale della meditazione e del risveglio.
Quattro monaci tibetani del monastero buddista di Cisterna di Latina, con grandi cappelli gialli sulle tonache magenta-zafferano intonano un canto sacro che solleva una commozione altissima .
Lo stesso Pierluigi Giorgio, la mente dell’avvenimento, mentre spiega tutto al microfono, ha un’espressione commossa nella voce, si, proprio lui abituato a recitare e a plasmarla bene quella voce profonda…. ma come non commuoversi davanti a tanta energia.
“ La diversità è ricchezza.” conclude il monsignore Bregantini: ha al collo una grande sciarpa gialla tibetana che è già l’emblema del ”suo “ ponte per l’incontro fra le religioni, fra i popoli, fra le anime. Prega le sue parole cristiane in parallelo con quelle dei tibetani: che emozione!
E la gente lo sente.
Tseten il rappresentante del Dalai Lama venuto da Ginevra,scopre la targa:
“ Il vostro paese – dice – ci incoraggia a continuare la nostra lotta non-violenta per la libertà. Gente di Jelsi, tutto il Tibet vi ringrazia ed è con voi !.”
Adesso, i monaci tornano nella loro zona mostra del Tibet, allestita dalla Casa del Tibet con le foto di Luigi Fieni e le “tanke”, disegni sacri in seta con le divinità tibetane.
Al lavoro .
Il Mandala deve essere terminato per la sera, in occasione del Premio Internazionale “La Traglia”: un premio che non deve assolutamente morire!
Questo disegno di sabbie colorate è l ‘essenza stessa del Tibet, è la mappa di un tesoro spirituale tracciata da mani devote , per indicare al pellegrino dello spirito la via della saggezza, della compassione, della fratellanza con tutto e tutti.
Un tesoro così prezioso e universale, invece di essere conservato e/o di appartenere a qualcuno, viene distrutto; meglio: viene distribuito, per essere di tutti e versato nell’acqua per essere cibo della terra, pioggia del cielo, linfa di vita per ogni essere.
Quanti paralleli con i carri del grano, ricamati da migliaia di chicchi e offerti alla Grande Madre, a Sant’Anna!!
Alle nove inizia lo spettacolo.
“Siamo alla terza edizione del premio la Traglia” – racconta dal palco una bravissima Paola Mascioli – “e quest’anno il Premio va al Tibet : al Dalai Lama e alla Casa del Tibet – Onlus di Votigno di Canossa, a Reggio Emilia, per i suoi trent’anni di lavoro a favore della cultura tibetana .
Pierluigi Giorgio introduce: parte un documentario per far capire la grandezza e la tragedia di questo popolo himalayano e poi le parole del Dalai Lama riempiono cuori e menti :
“ L’uomo è essenzialmente un essere positivo che cerca la felicità , desidera amare e gioisce nel dare. Certo, esistono in noi anche sentimenti duri e cattivi, bisogna controllarli ed allontanarli per coltivare quei sentimenti positivi che rendono ognuno di noi più felice e più sereno l’intero creato…”
Nemmeno il tempo di gioire di queste parole che la pioggia comincia a partecipare da protagonista allo spettacolo e così è la sala sopra la cripta dell’Annunziata che accoglie tutti per assistere alla distruzione del Mandala.
“Sant’Anna ha voluto esserci !” racconta qualcuno.
Dopo le preghiere preparatorie, le mani dei monaci sciolgono in polvere il disegno sacro e piccole bustine di sabbia vengono distribuite ai presenti.
“ Non è la distruzione -insegnano i monaci- è la condivisione, è l’allargamento , è una vita più grande che nasce dal non attaccamento, dal non possesso, dalla gioia di dare … “
Creazione e distruzione.
Non deve forse morire il chicco di grano per diventare spiga? Non deve forse la spiga dissolversi in bianca polvere di farina per diventare pane?
Non dobbiamo forse morire per essere Anima per fonderci in Dio o -per i buddisti- ricominciare una nuova vita?
Quanti ponti. Quante nuove sorgenti…
Quanti insegnamenti permeano le antiche volte della cripta dell’Annunziata.
La devozione di tante mani ha unito infiniti cicchi di grano per dire grazie alla vita e altre mani hanno unito infiniti chicchi di sabbia per dipingere e nutrire lo spirito.
Per la saggezza e la gioia di tutti.
Una dolce notte culla adesso il paese sotto gli occhi luminosi della luna piena…
Domani i tibetani spiegheranno la loro lotta al mondo politico e alle Istituzioni. Il Presidente della Regione Molise Michele Iorio e l’Assessore Marinelli li aspettano.
Stefano Dallari