1 + 1 = 10 Il dono del X figlio nell’aritmetica dell’Amore (Introduzione di don Peppino Cardegna) Nella nostra società opulenta e sterile, la coraggiosa testimonianza di Armando e Marilinda riporta tutti all’alfabeto del dono, per valorizzare la sintassi del creato, e appare sostanzialmente come una critica alla ragione utilitaristica che si chiude nel calcolo egoistico (ego-latria: con la tentazione di fare di se stessi un idolo) ed infruttuoso. Un’intervista schietta, pregnante e altamente interpellante per il modo di pensare e di vivere l’oggi, per passare dall’io al tu e dal tu al noi, in una dimensione di reciprocità e di corresponsabilità. Al contrario la vita si rinnova nel suo dinamismo relazionale (orizzontale e verticale) e affascina sempre nel volto di un bimbo che è imago Dei! Una lezione di vita, di chi genera futuro, di chi andando coraggiosamente controcorrente trascende se stesso ed edifica gli altri! S. Agostino dice: Trascende te ipsum! Ossia vai al di là di te stesso, del tuo vedere, e affida i tuoi limiti a Colui che ti ha creato evitando però il pericolo della superbia e dell’autoesaltazione. Una storia matrimoniale che si fa metastoria, che va ben al di là delle semplici comprensioni, di chi si fida e si affida per vincere le mere paure e ancor più di chi si fa dono, nel dono ricevuto, e fa crescere nel nostro modo di vivere la dimensione oblativa. La vita una meraviglia continua (Intervista ai coniugi Di Zinno) Carissimi coniugi l’arrivo del decimo figlio, oggi fa sobbalzare più di qualcuno essendo in contrasto con le logiche di mercato. In che misura questo dono ha rafforzato il vostro amore? E come il vostro cammino, chiaro e controcorrente, può diventare ricchezza per gli altri? A metà gennaio nascerà nostra figlia Maria Agnese, la decima meraviglia della nostra casa. Quando ci fermiamo a riflettere sulle mete raggiunte, non possiamo che restare meravigliati e in silenzio davanti a tanta abbondanza di doni: è come se sopra di noi ci fosse una calda cascata di acqua che ci rigenera ogni giorno e ci impedisce di rimanere schiacciati dall’arsura, che spesso il comune sentire ci comunica attraverso sguardi di ansia e di perplessità. Il nostro cammino insieme è iniziato nel 1999 quando, giovani universitari, ci siamo conosciuti in un campo di evangelizzazione estivo del Rinnovamento nello Spirito. Io studiavo a Roma giurisprudenza, Marilinda a Urbino psicologia e quando, dopo la laurea, scese a lavorare all’ospedale Bambin Gesù di Roma, è iniziata la nostra storia d’amore: era il 2001. Mai avremmo però pensato di arrivare a tanto: essere sposi in Cristo e genitori nel disegno d’Amore di Dio è la cosa più bella che possa capitare ad un essere umano. Essere collaboratori di una vita eterna che si rigenera, qui ed ora attraverso l’unione di due corpi, è qualcosa che supera la ragione umana. Se ci pensiamo bene, Dio Padre avrebbe potuto disporre la trasmissione della vita in mille altri modi: con un abbraccio, con una stretta di mano, asetticamente come avviene oggi, con le tecnologie scientifiche, ed invece ha deciso di farci procreare attraverso un dono totale e reciproco dei nostri corpi. Che meraviglia! Che meraviglia vedere il proprio amore che si moltiplica per azione divina e che rende testimonianza tra le strade del mondo. Che meraviglia sapere che tutti gli sposi sono chiamati ad una gioia piena nel loro matrimonio. Non è vero che il matrimonio è la tomba dell’amore, non è vero che con il passare degli anni l’amore passa e resta l’affetto. Se il matrimonio è fondato sulla roccia, se è radicato in Cristo, il matrimonio cresce di intensità, di complicità, di spessore e sembra mai concludere la sua corsa. Nel mondo di oggi, in cui si ha paura di tutto e di tutti, occorre un cuore forte e generoso, che non teme di amare in profondità: Non timeo, amo. Dinanzi a una famiglia numerosa come la vostra, quali le domande più frequenti che vi vengono poste? Molto spesso ci chiedono di cosa abbia bisogno oggi una famiglia numerosa, ovvero una famiglia in generale. Noi pensiamo che abbia bisogno di due cose: di uno Stato amico e di una Chiesa maestra. Viviamo in un paese con una natalità drammatica da decenni, sarà forse giunto il momento di affrontare questo problema? Sarà giunto il tempo in cui qualcuno pensa che aiutare le famiglie è aiutare l’intera società? La denatalità non è certo solo un problema economico: l’Italia ha fatto più figli nel dopoguerra, quando non c’era niente di sicuro e il paese era a pezzi. Ma il vero problema, secondo noi, è soprattutto di tipo culturale! Sicuramente qui entra in gioco la Chiesa: la proposta deve essere chiara, bella, alta così come per Grazia è arrivata a noi. In questi anni abbiamo assistito ad un ripiegamento verso il basso, come se il modello proposto per secoli dalla Chiesa fosse solo per alcuni, per gli eletti. In che modo la fede in Cristo fonda il dono della vita e nell’Amore ci si apre a un continuo progetto di vita? Come coniugi di cosa avreste bisogno? Spesso quando le persone ci sentono testimoniare, mettono subito in “pace” i loro cuori affermando che la nostra è una scelta che esula dalla fede … noi di fronte a questo rimaniamo spesso spiazzati, ma ancora più determinati nell’annunciare che Cristo è la Via, la Verità e la Vita e che non spetta a noi organizzare i Suoi progetti d’Amore. Con ciò non vogliamo dire che la ragione se ne va a “spasso” quando ci sono situazioni particolari con cui fare i conti (tipo malattie o difficoltà economiche significative), ma nulla può sussistere senza quella Grazia dell’abbandono in Colui che pensa allo stesso modo per una famiglia con un figlio e per quelle con dieci e più figli. Abbiamo invece bisogno di sacerdoti che ci ricordino la grandezza e la bellezza della nostra vocazione in primis di sposi, e poi di sposi aperti al dono della vita. Se i giovani sposi avessero la coscienza che quella moglie, quel marito è stato pensato proprio per loro da Dio, se si scoprisse che il letto matrimoniale è l’altare degli sposi, se si riscoprisse che la divina Provvidenza si fa concretezza quotidiana, avremmo delle famiglie felici, pur con tutte le difficoltà che la vita matrimoniale presenta, e di cui peraltro noi non ne siamo esenti. E quando genitori angosciati ci dicono che oggi è già difficile sistemare un figlio da grande, figurarsi 10, noi rispondiamo: “Lui ha cura di noi, noi facciamo il nostro compito, al resto ci pensa Dio”. E sì, oggi è vietato pensare oltre il lecito e la comune tracotanza (presunzione esasperata) vorrebbe limitare le scelte altrui. In sintesi potreste dire che la vita non ha solo un’ orizzonte terreno ma si fa meraviglia in Colui che ci ama e a tutto provvede? Forse potremmo sembrare presuntuosi ma la forza che ci viene da questa meravigliosa esperienza di Vita ci fa sostenere e gridare che la nostra vita non è il risultato di una scelta umana ma “semplicemente” il frutto di un fiducioso abbandono in Colui che può TUTTO!