giornatadellamemoria2017

L’Associazione Don Aurelio Pulla, la Parrocchia S. Andrea Apost. e il Comune di Jelsi organizzano Il Giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto Jelsi – sala Consiliare – 25 gennaio - ore 10:30 Per non dimenticare… con gli studenti della Scuola Media di Jelsi e la cittadinanza

Un popolo che anela a crescere e svilupparsi per creare un futuro migliore, più giusto, più libero e più solidale non può, come diceva Cicerone, che ritenere la memoria del passato “come un tesoro e custodisce tutte le cose”. Ma per “coltivare” la memoria occorre ricordare attraverso momenti di riflessione e di confronto. In quest’ottica l’Associazione “Don Aurelio Pulla” insieme al Comune di Jelsi ha organizzato per il prossimo 25 gennaio, alle ore 10:30, presso l’Aula Consiliare, “Il Giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto”, un’occasione di incontro e di dibattito per non dimenticare, per avere memoria di una delle atrocità più disumane della storia europea e mondiale. Un evento che vedrà gli studenti dell’istituto “G.Tedeschi” protagonisti, insieme al corpo insegnanti e ai vertici dell’Associazione e dell’Amministrazione comunale, nell’approfondire, attraverso filmati storici, riflessioni e contributi, quale portata devastante ebbe un’ideologia di odio, di razzismo, di prevaricazione e asservimento di chi era ritenuto diverso, più debole, inutile.

Il 27 gennaio 1944 le truppe sovietiche entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia facendo scoprire al mondo quanto l’uomo possa essere feroce, sadico e atroce nei confronti dei propri simili. Una grande lezione per l’umanità di allora, ma una lezione ancor più rilevante per l’umanità di oggi e di domani. Nei racconti dei superstiti, e tra quelli dello scrittore Primo Levi, vi è una certa paura, vista la grandezza dell’orrore a cui avevano assistito, di non riuscire con un semplice racconto, ancorché preciso e ricco, a far comprendere nell’interezza all’interlocutore di turno cosa fu la persecuzione e lo sterminio nazista operato ai danni degli ebrei, ma anche degli zingari, degli omosessuali, dei disabili e di tutti quelli che il regime, in base ad un’ideologia tesa all’esclusione, riteneva diversi e quindi inutili. Le immagini girate da grandi registi appena aperti i campi di concentramento e sterminio danno un’idea di ciò che accadeva in qui luoghi di orrore, ma il tempo ha dimostrato che solo le parole pronunciate da uomini e donne con visi solcati dal dolore, con gli occhi che hanno scrutato l’abisso, con le mani che hanno lavorato nell’inferno sulla terra, possono rendere a chi ha avuto la fortuna di non essere li, ciò che realmente accadde in varie parti d’Europa tra il 1940 e il 1944. Solo una testimonianza simile può dar contezza di ciò che l’uomo in sofferenza può diventare e di ciò che l’uomo carnefice può essere. Per questo gli organizzatori dell’evento hanno inteso offrire ai ragazzi la possibilità eccezionale di ascoltare quel dramma, di rivivere quel ricordo, di avere memoria direttamente da un testimone, Angelo Tucci, ultimo rimasto dei molisani che vissero il dramma del campo di concentramento. Sarà un momento di grande phatos, di grande coinvolgimento e di grande emozione che darà le basi valoriali, culturali e sociali ai ragazzi, uomini di domani, classe dirigente del futuro, per agire in ogni modo per far si che tutto quanto accaduto non abbia a ripetersi.

Don Aurelio Pulla, cui è dedicata l’Associazione omonima organizzatrice, era un grande educatore, con il suo operare quotidiano con e tra i giovani, attraverso l’esempio, l’apertura mentale, la conoscenza, e la riflessione autonoma e collettiva, intendeva creare uomini avveduti, sensibili, capaci di dare il loro piccolo grande contributo, partendo dalla quotidianità, per costruire un futuro migliore. Si pone in questo solco l’evento del 25 gennaio nella sua Jelsi. Un evento che per gli organizzatori deve essere anche la possibilità di riflettere sul presente, su cosa significa la civiltà dello scarto e dell’inutile di cui parla Papa Francesco, su cosa significa realmente accogliere ed essere solidale con chi è semplicemente diverso, non per questo peggiore. Jelsi vive da tempo l’esperienza dell’accoglienza degli immigrati in una struttura dedicata. Essi hanno avuto e debbono continuare ad avere, soprattutto con in giovani, un confronto proficuo di scambio culturale, di solidarietà e di accoglienza in perfetta armonia con i valori positivi che, pur tra tanto dolore e atrocità, nacquero e si svilupparono proprio nei campi di concentramento tedeschi.

Associazione “don Aurelio Pulla”

Parrocchia S. Andrea Apostolo Jelsi (CB)

Comune di Jelsi (CB)

 

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