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L’arte della paglia e del grano ammirata nei carri di Mirabella e Fontanarosa, di Flumeri e Foglianise, di Villanova del Battista, San Marco dei Cavoti e Jelsi, rappresenta un patrimonio immateriale dell’Umanità. Ne sono convinti i sindaci di questi Comuni, che nell’ottobre scors in Molise hanno deciso di candidare l’arte della paglia e del grano all’Unesco. Con questi amministratori locali e con le comunità che rappresentano si è schierata la Regione Campania, che li ha convocati il 4 dicembre prossimo a Napoli. I “Rituali e carri artistici del grano” è stato infatti il tema affrontato a Jelsi in Molise, per la presentazione del progetto e che ha poi portato gli amministratori dei comuni molisano, irpini e beneventani, alla firma del protocollo d’intesa per sostenere l’interscambio culturale fra i comuni aderenti all’iniziativa.

In attesa dell’istruttoria da parte dell’Organismo internazionale che valuterà la possibilità di inserire il grano e la paglia come patrimonio Unesco da salvaguardare, i Comuni adottano misure tese a rafforzare il percorso culturale intrapreso. “In vista dell’iter avviato all’Unesco stiamo lavorando all’ammodernamento dell’attuale Museo del Carro, ma anche a tante altre iniziative che vanno nella direzione di mettere a regime un patrimonio antropologico di grande valore” spiega l’assessore alla Cultura Raffaella D’Ambrosio. “A curare per noi la ricerca è l’Università Suor Orsola Benincasa e la professoressa Helga Sanità del Dipartimento di Scienze Umanistiche”. Il protocollo d’intesa siglato ad ottobre infatti, impegna i comuni aderenti a promuovere la creazione di una rete culturale in cui far convergere storia, arte e cultura in un percorso comune, per cementare “il grano e la lavorazione della paglia” ad elemento distintivo del patrimonio immateriale di una comunità, intorno al quale costruire a raggiera, nuove prospettive turistiche e di incremento occupazionale. La “tirata del Carro” di Mirabella Eclano rappresenta infatti il minimo comune denominatore di una cultura millenaria tramandata dagli abitanti, che ha edificato un “monumento” di valori legati alla ritualità della civiltà contadina, che meritano di essere riconosciuti come tali. Partendo dalla valorizzazione del patrimonio culturale delle comunità, i “comuni del grano” costruiscono la cifra del territorio, e lavorano per entrare nelle nuove rotte del turismo. L’incontro atteso in Regione Campania dovrà infatti costruire l’impalcatura di un progetto che traendo spunto dalla candidatura dell’Unesco, dovrà concertare un cronoprogramma di interventi ed eventi utili alla valorizzazione del percorso, alla concertazione delle singole peculiarità nel contesto globale, e alla promozione della grande vetrina in allestimento.